Suoni
e immagini si incontrano con la parola. Un percorso immaginario che nasce dal suono
essenziale di una goccia d'acqua distillata dalla sorgente di un luogo remoto della
memoria, che, attraversando innumerevoli stati d'animo, passando per fiumi ampi e profondi
giunge fino al tumlto delle onde del mare.
La musica di Nacci trova nella parola il colore che pervade tutto lo spettacolo: la
sintesi di una ricerca in cui i suoni della natura esprimono una musicalità inedita
nell'incontro con le musiche realizzate da Alberto Nacci al computer, e con il sound dei
suoi sassofoni. In una partitura articolata, l'acqua, il fuoco, il vento sono suoni che
acquistano una valenza musicale che si fondono con le immagini in bianco e nero di Luciano
Rossetti. Un testo di intensa poesia, a firma di Pier Paolo Cattaneo, che Albino
Bignamini, attore versatile e narratore raffinato, racconta e vive in scena passando per
sentieri che parlano di amore, di morte e di cị che esprime il "colore del
divenire".
Lo spettacolo, che ha esordito nel '97, ha partecipato alla Rassegna "Relazioni
Pericolose" (Ponteranica, Bg), alla Rassegna di Arte, Scienza e Cultura "La
Luna e le Stelle" (Chiostro di S.Francesco, Bergamo), ed al Festival
Internazionale di Teatro "Il Filo di Arianna" (Belluno).
Andrea Frambrosi su L' Eco di Bergamo ha scritto: "E' il tre il numero
ispiratore del lavoro: tre sono le sue componenti (immagini, suoni, musica), tre gli stadi
del suo percorso (la sorgente, il fiume, il mare), tre, ancora, gli elementi che lo
contraddistinguono (l'acqua, il fuoco, il vento), tre i suoi esiti: l'amore, la vita, la
morte. E la perfezione si travasa, quasi impercettibilmente, nello spettacolo". |